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Chi
visita il Molise si imbatte in uno dei maggiori cantieri
archeologici al mondo, che sta riportando alla luce
un’immensa abbazia medioevale, la più grande dell’Italia
del Centro-Sud: l’abbazia di San Vincenzo al Volturno,
immersa nella natura incontaminata delle sorgenti del
Volturno. Una basilica vasta quanto quella romana
di Santa Maria Maggiore che, nei secoli di maggior splendore
ha ospitato fino a 500 monaci.
Un’area di oltre sette ettari che ha già restituito splendidi affreschi ed importantissimi reperti, che aspira a diventare un parco delle antichità ed è stata definita la Pompei medioevale.
Del grande complesso abbaziale, attraversato dal fiume Volturno, sono stati recuperati significativi monumenti: sulla sponda destra la Basilica romanico-gotica, sulla sponda sinistra si conservano invece gli edifici dell'amministrazione, l'Abside e l'altare dell'antico nucleo monastico e la Chiesa di S. Lorenzo nota per gli affreschi della sua cripta.
La storia dell’Abbazia ha origini antiche, ed è raccontata nel codice miniato Chronicon Vulturnense conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Le sue origini risalgono al 703 quando tre monaci longobardi, provenienti da Farfa, giunsero alle sorgenti del Volturno in un luogo selvaggio e boscoso concesso loro dal duca di Benevento e fondarono il primo nucleo dell'Abbazia.
Del primo monastero nell’Ottocento venne ritrovata, miracolosamente intatta, la Cripta di San Lorenzo, il vero gioiello di Castel San Vincenzo, alla quale si accede attraverso un piccolo ponte antico a doppia ghiera. Si tratta di una costruzione seminterrata che apparteneva a una piccola chiesa situata al confine nord del monastero e che sfuggì alle distruzioni dei Saraceni nell'881. Le pareti e le volte presentano importanti affreschi del IX secolo, voluti probabilmente dall'abate Epifanio (824-842) e ispirati all’Apocalisse. Probabilmente le più belle pitture dell’epoca.
Anche il vecchio borgo medievale di Castel San Vincenzo è caratterizzato dalla cultura che vi impressero i benedettini dell'abbazia di San Vincenzo al Volturno. I benedettini fondarono anche numerosi castelli ponendo le basi per uno dei più importanti stati monastici dell'Alto Medioevo. La necessità di un organico sistema di difesa del territorio monastico determinò, infatti, lo svilupparsi dei borghi fortificati nella valle Alta del Volturno tra cui quelli di Colli al Volturno, Scapoli e Cerro al Volturno.
Da qualche anno, nell’abbazia è risorta anche la vita monastica benedettina, con cinque monache che hanno riportato il complesso alla sua primitiva destinazione di preghiera e lavoro.
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