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All’estremità della Regione, ultimo lembo del Molise Altissimo «città antica, solitaria, con difficili vie, Agnone ha una sua particolare armonia». (F. Jovine, Viaggio nel Molise, p. 44) Chi vi giunge non può non restare affascinato dal suono delle sue campane, che la fanno echeggiare a festa. «Sempre lo stesso inimitabile timbro che non cambia nello spazio e nel tempo. Da Tucuman a Pompei a Sidney, a Roma, attraverso lo spazio le campane di Agnone si richiamano e ricordano questo remoto angolo del Molise che si è vendicato della sua solitudine e ha empito della sua voce il mondo». (ivi, p. 44)
D’obbligo, quindi, una visita al museo della campana e alla più antica fonderia di Agnone, la fonderia Marinelli, dove il calore dei forni è un tutt’uno con il lavoro dei fabbri e degli artisti.
Continuando la scoperta dei tesori custoditi nell’Alto Molise ci si imbatte in preziosi e sconosciuti “monumenti” archeologici.
Poco
lontano da Agnone si trova il complesso ellenistico
italico di Pietrabbondante identificata da alcuni
storici con la Bovianum, Vetus capitale dei
sanniti, dove sono tornati alla luce templi che risalgono
al V secolo a.C. e un teatro dai singolari sedili anatomici,
costruito alla fine del II secolo a.C.
Chi sceglie la stagione estiva per visitare la terra molisana ed esplorarne le meraviglie può scegliere di trascorrere una serata all’insegna dell’arte, partecipando alla rassegna teatrale che si svolge nella splendida cornice dell’area archeologica, e restare incantato dall’acustica e dalla comodità dell’antica arena.
Trivento,
antica fortezza dei Sanniti Pentri, è considerato, per
la sua posizione dominante, il capoluogo della valle
del Trigno. Sicuramente di origine sannitica, Trivento
deve la sua importanza alla razionalizzazione del territorio
voluta dai Romani che scelsero l’antico centro sannitico
per la gestione della media valle del Trigno.
Passeggiando nella città, dove il susseguirsi di gradinati e vicoli con scorci suggestivi, tipici degli abitati medioevali, si mescola agli elementi urbanistici romani, ci si imbatte nella splendida Cattedrale, che un’antica iscrizione fa risalire al 1076. Pregevole è l’antica cripta, dove sono conservate tre sculture lignee tra cui una Madonna in trono, risalente al XIII secolo.
A valle, oasi di riposo e spiritualità, si trova l’abbazia di Santa Maria di Canneto, le cui origini si fanno risalire al periodo longobardo.
Proprio nei pressi della preziosa chiesa romanica sono stati rinvenuti i resti di un’antica fattoria, la Villa Rustica Romana. Al suo interno si possono ammirare, perfettamente conservati nel corso dei secoli, i doli, contenitori in argilla cementati nel pavimento per mantenere i liquidi a temperatura costante.
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