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Dal
Capoluogo, seguendo il corso del fiume Biferno (e
la fondovalle che ne ha preso il nome), si scende
fino al mare… «Il Biferno… è un fiume che scorre
tra le pietre: le pietre gli rendono dura la vita,
non gli permettono di ristagnare, di rodere la terra,
di lordarsi di limo. E’ costretto a raggiungere il
mare presso Termoli con le acque chiare». (F.
Jovine, Viaggio nel Molise, p. 83)
«Casacalenda è a mezza strada tra Campobasso
e Termoli... Le vecchie case brune che incoronano
la collina, sicure della loro antica esperienza conservano
il loro volto secolare: l’illusione non le prende;
si fondono così esattamente con il paesaggio, con
i toni bruni della terra lavorata, hanno un così preciso
senso dei limiti della loro funzione, che quell’abbraccio
stretto delle pietre grigie, la solidarietà dei tetti
e dei loro camini, creano la necessità della loro
immobile esistenza». (ivi, p. 92)
E chi, a bordo del vetusto trenino come Jovine, o
sulla più comoda automobile giunge a Casacalenda
può soffermarsi ad ammirare la monumentale Fontana
del Duca, i resti delle antiche Fornaci e l’antico
convento di Sant’Onofrio risalente al 1400. Situato
appena fuori del centro abitato, Casacalenda ospita
la prima oasi naturalistica del Molise, gestita
dalla Lipu: vi sono custoditi oltre 105 ettari di
querceto collinare, svariate specie di uccelli tra
i quali la poiana, il Falco pecchiaiolo, il Rigogolo
che è anche simbolo dell’oasi e undici specie di orchidee
pregiate.
Proseguendo
verso il mare, dopo aver percorso il lago di Guardialfiera
si giunge a Larino che «con l’agevole disposizione
delle sue case, l’ampia campagna appena ondulata che
le sta davanti, annunzia la piana della Puglia. (…)
Qui gli olivi, gli argini, i solchi si allineano secondo
una volontà ordinata che non ha dovuto vincere difficoltà
di frane, di fossi, di roccia». (ivi p. 121-122)
A Larino si può visitare la bellissima Cattedrale
gotica di San Pardo, con il rosone “ricamato” che
svetta all’interno del Borgo antico del paese, e l’affascinante
Anfiteatro Romano, uno dei pochi di cui si
conosce la data precisa di costruzione ed il committente.
Un’iscrizione ritrovata nel sito testimonia che l’opera
venne commissionata, nell’88 d.C., da un tal Capitone,
ricco e prestigioso cittadino di Larino.
Prima di giungere al mare, il viaggio si ferma a
Guglionesi: placida e sonnacchiosa custode
di una storia millenaria, splendidamente conservata
e restaurata.
«Dai
monti la pianura si vede velata, sul meriggio, da
una caligine bassa che rivela la canicola; il mare
di Termoli alla sera è listato di rosso e nasconde
il gruppo curiosamente candido delle isole di Tremiti».
(ivi, p. 124) Giunti al mare, Termoli
offre anche al visitatore distratto angoli suggestivi
e invitanti. Dalle sue due spiagge, al Borgo Antico
che racchiude l’antica Cattedrale romanica
ed è difeso dai bastioni e dal Castello Svevo.
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