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Bentornato, sono le 5:17 di domenica 5 settembre 2010
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Dal Capoluogo, seguendo il corso del fiume Biferno (e la fondovalle che ne ha preso il nome), si scende fino al mare… «Il Biferno… è un fiume che scorre tra le pietre: le pietre gli rendono dura la vita, non gli permettono di ristagnare, di rodere la terra, di lordarsi di limo. E’ costretto a raggiungere il mare presso Termoli con le acque chiare». (F. Jovine, Viaggio nel Molise, p. 83)

«Casacalenda è a mezza strada tra Campobasso e Termoli... Le vecchie case brune che incoronano la collina, sicure della loro antica esperienza conservano il loro volto secolare: l’illusione non le prende; si fondono così esattamente con il paesaggio, con i toni bruni della terra lavorata, hanno un così preciso senso dei limiti della loro funzione, che quell’abbraccio stretto delle pietre grigie, la solidarietà dei tetti e dei loro camini, creano la necessità della loro immobile esistenza». (ivi, p. 92)

E chi, a bordo del vetusto trenino come Jovine, o sulla più comoda automobile giunge a Casacalenda può soffermarsi ad ammirare la monumentale Fontana del Duca, i resti delle antiche Fornaci e l’antico convento di Sant’Onofrio risalente al 1400. Situato appena fuori del centro abitato, Casacalenda ospita la prima oasi naturalistica del Molise, gestita dalla Lipu: vi sono custoditi oltre 105 ettari di querceto collinare, svariate specie di uccelli tra i quali la poiana, il Falco pecchiaiolo, il Rigogolo che è anche simbolo dell’oasi e undici specie di orchidee pregiate.

Proseguendo verso il mare, dopo aver percorso il lago di Guardialfiera si giunge a Larino che «con l’agevole disposizione delle sue case, l’ampia campagna appena ondulata che le sta davanti, annunzia la piana della Puglia. (…) Qui gli olivi, gli argini, i solchi si allineano secondo una volontà ordinata che non ha dovuto vincere difficoltà di frane, di fossi, di roccia». (ivi p. 121-122)

A Larino si può visitare la bellissima Cattedrale gotica di San Pardo, con il rosone “ricamato” che svetta all’interno del Borgo antico del paese, e l’affascinante Anfiteatro Romano, uno dei pochi di cui si conosce la data precisa di costruzione ed il committente. Un’iscrizione ritrovata nel sito testimonia che l’opera venne commissionata, nell’88 d.C., da un tal Capitone, ricco e prestigioso cittadino di Larino.

Prima di giungere al mare, il viaggio si ferma a Guglionesi: placida e sonnacchiosa custode di una storia millenaria, splendidamente conservata e restaurata.

«Dai monti la pianura si vede velata, sul meriggio, da una caligine bassa che rivela la canicola; il mare di Termoli alla sera è listato di rosso e nasconde il gruppo curiosamente candido delle isole di Tremiti». (ivi, p. 124) Giunti al mare, Termoli offre anche al visitatore distratto angoli suggestivi e invitanti. Dalle sue due spiagge, al Borgo Antico che racchiude l’antica Cattedrale romanica ed è difeso dai bastioni e dal Castello Svevo.

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 Viaggio con Francesco Jovine da Campobasso
 Agnone - Pietrabbondante - Trivento - Roccavivara
 Castel San Vincenzo


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